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Il foglio del giovedì
SCHEDA 215 / PENSIONI REDAZIONE RUUSMAA / 14.09.2026 / LETTURA 6 MIN

La somma di luglio che non tutti i pensionati ricevono

Ogni estate una parte dei pensionati trova nel cedolino di luglio una voce in più, mentre altri, con assegni simili, non la vedono comparire. La quattordicesima segue regole precise: età, anni di contributi e reddito personale. Ecco come funziona e come si verifica la propria posizione.

Uomo anziano seduto su una panchina in un parco d'estate
FIG. 1 / PENSIONI — IMMAGINE A SCOPO ILLUSTRATIVO

A luglio molti pensionati confrontano il cedolino con quello di giugno e trovano un importo più alto. In parte si tratta della quattordicesima, una somma aggiuntiva che l'INPS versa una volta l'anno a chi ha una pensione contenuta. Non è una mensilità in più per tutti, come accade per la tredicesima: è una prestazione legata a condizioni personali, e proprio per questo due vicini di casa con pensioni simili possono trovarsi in situazioni diverse.

Che cos'è, in poche parole

La quattordicesima è una somma aggiuntiva annua riconosciuta ai titolari di pensioni previdenziali, cioè quelle costruite con i contributi versati durante la vita lavorativa: assicurazione generale obbligatoria, forme sostitutive, esclusive ed esonerative.[2] L'importo non è uguale per tutti: dipende dagli anni di contribuzione e dal reddito personale, secondo una tabella fissata dalla legge.

Restano fuori, per espressa previsione, i titolari di soli trattamenti assistenziali, come l'assegno sociale, la pensione sociale e le prestazioni per invalidi civili, ciechi e sordomuti, oltre alle prestazioni di accompagnamento alla pensione come l'APE sociale.[2] Chi riceve, per esempio, solo l'assegno sociale non ha diritto alla quattordicesima, anche se ha un reddito molto basso.

I tre requisiti da avere insieme

Per il 2026 le condizioni sono tre, e devono esserci tutte:[1]

  • essere titolari di una pensione previdenziale gestita dall'INPS;
  • avere almeno 64 anni: chi li ha compiuti entro il 31 luglio 2026 rientra nel pagamento di luglio;
  • avere un reddito personale non superiore a due volte il trattamento minimo, cioè 15.908,10 euro per il 2026.

Il limite di reddito è agganciato al trattamento minimo, che nel 2026 vale 611,85 euro al mese e 7.954,05 euro l'anno.[3] Quando il minimo cambia con la rivalutazione, cambiano di conseguenza anche le soglie della quattordicesima. Per capire meglio da dove nasce questa cifra si può leggere la scheda su che cosa significa avere la pensione integrata al minimo.

Gli importi previsti per il 2026

La tabella incrocia due elementi: la fascia di reddito (fino a 1,5 volte il minimo, oppure tra 1,5 e 2 volte) e gli anni di contributi, con soglie diverse per ex lavoratori dipendenti e autonomi. Chi ha meno reddito e più contributi ottiene la cifra più alta.[2]

Importi annui della quattordicesima 2026 per fascia di reddito e anni di contributi
Anni di contributiReddito fino a 11.931,08 €Reddito da 11.931,08 a 15.908,10 €
Dipendenti fino a 15 · Autonomi fino a 18437 €336 €
Dipendenti oltre 15 fino a 25 · Autonomi oltre 18 fino a 28546 €420 €
Dipendenti oltre 25 · Autonomi oltre 28655 €504 €

Si tratta di importi annui e lordi di legge, versati in un'unica soluzione. La differenza tra la cifra più bassa e quella più alta è ampia, quasi il doppio: per questo conoscere con precisione i propri anni di contributi, così come risultano all'INPS, è il primo passo per capire che cosa aspettarsi.

Quale reddito si guarda, e quale no

Il reddito che conta è quello personale del pensionato, compresa la pensione stessa. A differenza di altre prestazioni, qui il reddito del coniuge non è rilevante: una pensionata sposata con un marito che ha un reddito alto può comunque avere diritto alla quattordicesima, se il suo reddito individuale resta entro i limiti.[2]

Alcune entrate, inoltre, non vengono conteggiate. Tra quelle indicate dall'INPS:

  • il reddito della casa di abitazione;
  • il TFR, la buonuscita e gli arretrati soggetti a tassazione separata;
  • l'indennità di accompagnamento e le indennità per non vedenti e sordomuti;
  • le pensioni di guerra, i trattamenti di famiglia e i sussidi erogati da comuni e altri enti.

Rientrano invece, per esempio, i redditi da lavoro, gli affitti di altri immobili e le altre pensioni. È qui che nascono molti equivoci: chi guarda solo all'importo della pensione rischia di dimenticare un reddito che l'INPS invece considera.

Chi supera di poco il limite: la clausola di salvaguardia

Una regola evita che pochi euro di reddito in più facciano perdere tutta la somma. Con la clausola di salvaguardia, chi supera il limite ma resta sotto la soglia aumentata dell'importo spettante riceve la quattordicesima fino a concorrenza di quella soglia maggiorata.[2] Un esempio aiuta a vedere come funziona.

ESEMPIO DI CALCOLOIPOTESI · EX DIPENDENTE, 30 ANNI DI CONTRIBUTI
Limite di reddito (2 volte il minimo 2026)15.908,10 €
Importo di fascia per oltre 25 anni di contributi+ 504,00 €
Soglia maggiorata16.412,10 €
Reddito personale ipotizzato− 16.100,00 €
Quattordicesima nell'ipotesi312,10 €
Ipotesi a scopo illustrativo. Con un reddito di 16.100 euro il limite di 15.908,10 euro è superato, ma la differenza resta inferiore all'importo di fascia: la somma si riduce invece di azzerarsi. Con un reddito pari o superiore a 16.412,10 euro, nella stessa ipotesi, non spetterebbe nulla.[2]

Luglio o dicembre: quando arriva

La quattordicesima non richiede una domanda: l'INPS la riconosce d'ufficio sulla base dei redditi di cui dispone. Per il 2026 le istruzioni sono contenute nel messaggio n. 2052 del 19 giugno 2026 e il pagamento è avvenuto con la rata di luglio.[1]

Chi ha compiuto 64 anni dopo il 31 luglio, oppure è andato in pensione nel corso del 2026, la riceve invece con la rata di dicembre, se possiede gli altri requisiti.[1] Per chi festeggia il compleanno in autunno, quindi, l'assenza della voce a luglio non significa che il diritto manchi.

Il riconoscimento avviene in via provvisoria: l'INPS verifica in un secondo momento i redditi effettivi, con i dati messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Se dal controllo emerge che il reddito era più alto del limite, la somma può essere recuperata in seguito.[1] Anche per questo è importante che i redditi comunicati all'Istituto siano corretti, come spiega la scheda sul modello RED.

Per chi conta e quando controllare

La verifica è utile soprattutto per alcune situazioni:

  • chi ha compiuto 64 anni nel 2026 e non sa se la voce comparirà a luglio o a dicembre;
  • chi ha un reddito vicino ai 15.908 euro, dove la clausola di salvaguardia fa la differenza;
  • chi ha più pensioni o altri redditi oltre alla pensione;
  • chi ha avuto un cambiamento di reddito rispetto agli anni precedenti.

Il punto di partenza è il cedolino di luglio, o quello di dicembre, consultabile nell'area MyINPS: la quattordicesima compare come voce separata. Il cedolino letto voce per voce aiuta a distinguerla da conguagli e altre somme.

Se la voce manca ma si ritiene di avere i requisiti, si può presentare una domanda di ricostituzione online, con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi a un patronato, che offre l'assistenza gratuitamente. In questo caso l'eventuale pagamento arriva nei mesi successivi alla domanda.[1]

In sintesi

La quattordicesima del 2026 vale da 336 a 655 euro e riguarda chi ha almeno 64 anni, una pensione previdenziale e un reddito personale fino a 15.908,10 euro. Arriva in automatico a luglio o, per chi matura i requisiti più tardi, a dicembre.

Quale cifra spetti dipende da due dati che vale la pena conoscere con precisione: gli anni di contributi e il reddito individuale che risulta all'INPS. Il cedolino e i servizi di MyINPS sono il modo più diretto per controllarli; un patronato può aiutare quando i conti non tornano. Per un'altra voce legata al reddito che interessa una parte dei pensionati più anziani, si può leggere la scheda sulla maggiorazione sociale.

AVVERTENZA

Informazione di carattere generale — non è una consulenza previdenziale, fiscale o legale e non è una comunicazione dell'INPS. Gli importi citati sono valori stabiliti dalla normativa o esempi di calcolo con ipotesi dichiarate: l'importo effettivo dipende dalla posizione individuale (tipo di prestazione, età, contributi, redditi propri e, in alcuni casi, del coniuge). Per la propria situazione fanno fede il cedolino e i servizi ufficiali dell'INPS; un patronato può aiutare gratuitamente nella verifica.

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