Quanto vale l'assegno sociale nel 2026 e come si calcola
L'assegno sociale è la prestazione di sostegno per chi ha compiuto 67 anni e ha redditi molto bassi o nulli. Nel 2026 vale 546,24 euro al mese, ma questa è la misura piena: chi ha qualche entrata propria, o un coniuge con un reddito, riceve un importo ridotto. Ecco come si arriva alla cifra.
Quando si parla di pensioni basse, spesso si mettono insieme prestazioni molto diverse tra loro. L'assegno sociale è una di quelle che più si prestano a equivoci: non dipende dai contributi versati, non è una pensione minima e non spetta per il solo fatto di avere compiuto una certa età. È una misura di sostegno economico, e il suo importo si calcola partendo da quello che manca per arrivare a una soglia fissata ogni anno.
Che cos'è l'assegno sociale
L'assegno sociale è una prestazione assistenziale che l'INPS eroga, su domanda, ai cittadini italiani e stranieri residenti in Italia che si trovano in condizioni economiche disagiate. Dal 1° gennaio 1996 ha sostituito la vecchia pensione sociale.[1]
La differenza rispetto a una pensione vera e propria è sostanziale. Una pensione previdenziale nasce dai contributi versati durante la vita lavorativa; l'assegno sociale, invece, è finanziato dalla fiscalità generale e serve a garantire un reddito minimo a chi ne è privo o quasi. Per questo è legato al reddito, viene verificato ogni anno e non è soggetto a trattenute IRPEF.[1]
I requisiti per averlo
Le condizioni indicate dall'INPS sono queste:[1]
- 67 anni di età, la stessa soglia prevista per la pensione di vecchiaia nel 2026;[2]
- stato di bisogno economico, cioè redditi inferiori ai limiti di legge;
- cittadinanza italiana o una situazione equiparata (cittadini dell'Unione iscritti all'anagrafe, cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria);
- residenza effettiva in Italia e dieci anni di soggiorno legale e continuativo nel Paese.
Il requisito della residenza conta anche dopo: se il titolare resta all'estero per più di 29 giorni consecutivi l'assegno viene sospeso, e se la sospensione dura oltre un anno la prestazione è revocata.[1]
L'importo del 2026
Con la rivalutazione provvisoria dell'1,4% applicata dal 1° gennaio, l'assegno sociale è passato da 538,69 a 546,24 euro al mese, per 13 mensilità.[2]
| Voce | 2025 | 2026 |
|---|---|---|
| Importo mensile pieno | 538,69 € | 546,24 € |
| Importo annuo pieno (13 mensilità) e limite di reddito per chi non è sposato | 7.002,97 € | 7.101,12 € |
| Limite di reddito per chi è sposato (reddito di coppia) | 14.005,94 € | 14.202,24 € |
Come si vede, l'importo annuo e il limite di reddito per chi non è sposato coincidono: 7.101,12 euro. Non è un caso, ed è la chiave per capire il calcolo. L'assegno serve a portare il reddito complessivo della persona fino a quella cifra, e non oltre.[1]
Quali redditi contano, e quali no
Per chi non è sposato si guarda al reddito personale; per chi è sposato, al reddito proprio sommato a quello del coniuge.[1] Entrano nel conteggio, tra l'altro:
- i redditi soggetti a IRPEF, al netto di imposte e contributi, comprese eventuali pensioni;
- i redditi esenti e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, come gli interessi di conti, libretti postali e titoli di Stato;
- i redditi di terreni e fabbricati diversi dalla casa in cui si abita;
- le pensioni estere, le rendite INAIL e le prestazioni assistenziali continuative.
Non si contano invece il reddito della casa di abitazione, il TFR e le sue anticipazioni, gli arretrati a tassazione separata e le prestazioni assistenziali occasionali. Una pensione liquidata con il sistema contributivo pesa solo in parte: si considera per un terzo, entro un limite massimo pari a un terzo dell'assegno sociale.[1]
Il calcolo per chi vive da solo
Per una persona non sposata la regola è semplice: l'assegno annuo è pari alla differenza tra 7.101,12 euro e il proprio reddito. Chi non ha alcun reddito riceve la misura piena; chi supera i 7.101,12 euro non ne ha diritto.
Il calcolo per le coppie sposate
Per chi è sposato il limite raddoppia: 14.202,24 euro di reddito di coppia. La misura piena spetta quando il reddito coniugale è inferiore a 7.101,12 euro; tra 7.101,12 e 14.202,24 euro l'assegno spetta in misura ridotta, pari alla differenza tra il limite di coppia e il reddito di entrambi, senza mai superare l'importo pieno.[1]
Questa regola spiega perché due persone della stessa età, entrambe senza un reddito proprio, possono ricevere cifre molto diverse: conta la situazione della famiglia, non solo quella individuale.
Domanda, decorrenza e controlli annuali
A differenza di altre voci della pensione, l'assegno sociale va chiesto. La domanda si presenta online sul sito dell'INPS, oppure tramite il contact center o un patronato. Il pagamento parte dal primo giorno del mese successivo alla domanda.[1]
La prestazione ha carattere provvisorio: ogni anno l'INPS verifica i redditi e la residenza effettiva. I titolari devono inoltre presentare una dichiarazione di responsabilità annuale; se manca, l'assegno può essere revocato.[1] Anche i redditi vanno comunicati, quando non sono già noti all'Istituto: lo spiega la scheda sul modello RED.
Chi ha compiuto 70 anni e riceve l'assegno sociale può rientrare tra i destinatari della maggiorazione sociale, una voce aggiuntiva con regole proprie, rafforzata nel 2026: i dettagli sono nella scheda sulla maggiorazione sociale.
Per chi conta e come verificare
Una verifica è particolarmente utile in alcuni casi:
- chi compie 67 anni e ha redditi bassi o nulli, ma non ha mai presentato domanda;
- chi è sposato e ha visto cambiare il reddito del coniuge, per esempio per un pensionamento;
- chi ha piccole entrate, come interessi o una pensione estera, che riducono l'importo;
- chi trascorre lunghi periodi all'estero.
L'importo in pagamento si legge nel cedolino disponibile su MyINPS, accanto alle eventuali trattenute o conguagli. Per capire se i redditi considerati sono quelli giusti, o per presentare la domanda, un patronato può dare assistenza gratuita.
Da ricordare
Nel 2026 l'assegno sociale vale 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pari a 7.101,12 euro l'anno. È però una misura a integrazione: si riceve la differenza tra la soglia di legge e i redditi propri o di coppia. Per questo l'importo pieno è riservato a chi non ha altre entrate, mentre chi ne ha riceve una cifra proporzionalmente più bassa.
Età, residenza e redditi sono gli elementi su cui si gioca tutto. Conoscerli con precisione, e tenerli aggiornati presso l'INPS, è il modo più sicuro per evitare sorprese nel cedolino.