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Il foglio del giovedì
SCHEDA 214 / PRESTAZIONI REDAZIONE RUUSMAA / 09.09.2026 / LETTURA 6 MIN

Quanto vale l'assegno sociale nel 2026 e come si calcola

L'assegno sociale è la prestazione di sostegno per chi ha compiuto 67 anni e ha redditi molto bassi o nulli. Nel 2026 vale 546,24 euro al mese, ma questa è la misura piena: chi ha qualche entrata propria, o un coniuge con un reddito, riceve un importo ridotto. Ecco come si arriva alla cifra.

Donna anziana in cucina che annota alcune cifre su un quaderno
FIG. 1 / PRESTAZIONI — IMMAGINE A SCOPO ILLUSTRATIVO

Quando si parla di pensioni basse, spesso si mettono insieme prestazioni molto diverse tra loro. L'assegno sociale è una di quelle che più si prestano a equivoci: non dipende dai contributi versati, non è una pensione minima e non spetta per il solo fatto di avere compiuto una certa età. È una misura di sostegno economico, e il suo importo si calcola partendo da quello che manca per arrivare a una soglia fissata ogni anno.

Che cos'è l'assegno sociale

L'assegno sociale è una prestazione assistenziale che l'INPS eroga, su domanda, ai cittadini italiani e stranieri residenti in Italia che si trovano in condizioni economiche disagiate. Dal 1° gennaio 1996 ha sostituito la vecchia pensione sociale.[1]

La differenza rispetto a una pensione vera e propria è sostanziale. Una pensione previdenziale nasce dai contributi versati durante la vita lavorativa; l'assegno sociale, invece, è finanziato dalla fiscalità generale e serve a garantire un reddito minimo a chi ne è privo o quasi. Per questo è legato al reddito, viene verificato ogni anno e non è soggetto a trattenute IRPEF.[1]

I requisiti per averlo

Le condizioni indicate dall'INPS sono queste:[1]

  • 67 anni di età, la stessa soglia prevista per la pensione di vecchiaia nel 2026;[2]
  • stato di bisogno economico, cioè redditi inferiori ai limiti di legge;
  • cittadinanza italiana o una situazione equiparata (cittadini dell'Unione iscritti all'anagrafe, cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria);
  • residenza effettiva in Italia e dieci anni di soggiorno legale e continuativo nel Paese.

Il requisito della residenza conta anche dopo: se il titolare resta all'estero per più di 29 giorni consecutivi l'assegno viene sospeso, e se la sospensione dura oltre un anno la prestazione è revocata.[1]

L'importo del 2026

Con la rivalutazione provvisoria dell'1,4% applicata dal 1° gennaio, l'assegno sociale è passato da 538,69 a 546,24 euro al mese, per 13 mensilità.[2]

Assegno sociale: importo e limiti di reddito 2025 e 2026
Voce20252026
Importo mensile pieno538,69 €546,24 €
Importo annuo pieno (13 mensilità) e limite di reddito per chi non è sposato7.002,97 €7.101,12 €
Limite di reddito per chi è sposato (reddito di coppia)14.005,94 €14.202,24 €

Come si vede, l'importo annuo e il limite di reddito per chi non è sposato coincidono: 7.101,12 euro. Non è un caso, ed è la chiave per capire il calcolo. L'assegno serve a portare il reddito complessivo della persona fino a quella cifra, e non oltre.[1]

Quali redditi contano, e quali no

Per chi non è sposato si guarda al reddito personale; per chi è sposato, al reddito proprio sommato a quello del coniuge.[1] Entrano nel conteggio, tra l'altro:

  • i redditi soggetti a IRPEF, al netto di imposte e contributi, comprese eventuali pensioni;
  • i redditi esenti e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, come gli interessi di conti, libretti postali e titoli di Stato;
  • i redditi di terreni e fabbricati diversi dalla casa in cui si abita;
  • le pensioni estere, le rendite INAIL e le prestazioni assistenziali continuative.

Non si contano invece il reddito della casa di abitazione, il TFR e le sue anticipazioni, gli arretrati a tassazione separata e le prestazioni assistenziali occasionali. Una pensione liquidata con il sistema contributivo pesa solo in parte: si considera per un terzo, entro un limite massimo pari a un terzo dell'assegno sociale.[1]

Il calcolo per chi vive da solo

Per una persona non sposata la regola è semplice: l'assegno annuo è pari alla differenza tra 7.101,12 euro e il proprio reddito. Chi non ha alcun reddito riceve la misura piena; chi supera i 7.101,12 euro non ne ha diritto.

ESEMPIO DI CALCOLOIPOTESI · PERSONA NON SPOSATA
Limite di reddito annuo 20267.101,12 €
Reddito personale ipotizzato (piccola pensione estera)− 3.600,00 €
Assegno sociale annuo nell'ipotesi3.501,12 €
Diviso per 13 mensilità269,32 € al mese
Ipotesi a scopo illustrativo. Reddito + assegno = 7.101,12 euro l'anno, cioè la soglia di legge. L'importo effettivo dipende dai redditi che l'INPS accerta per l'anno di riferimento.[1]

Il calcolo per le coppie sposate

Per chi è sposato il limite raddoppia: 14.202,24 euro di reddito di coppia. La misura piena spetta quando il reddito coniugale è inferiore a 7.101,12 euro; tra 7.101,12 e 14.202,24 euro l'assegno spetta in misura ridotta, pari alla differenza tra il limite di coppia e il reddito di entrambi, senza mai superare l'importo pieno.[1]

ESEMPIO DI CALCOLOIPOTESI · RICHIEDENTE SPOSATO, SENZA REDDITI PROPRI
Limite di reddito di coppia 202614.202,24 €
Reddito del coniuge ipotizzato (pensione netta)− 9.000,00 €
Reddito proprio del richiedente− 0,00 €
Assegno sociale annuo nell'ipotesi5.202,24 €
Diviso per 13 mensilità400,17 € al mese
Ipotesi a scopo illustrativo. Se il reddito della coppia fosse inferiore a 7.101,12 euro spetterebbe la misura piena di 546,24 euro; oltre 14.202,24 euro, nessun assegno.[1]

Questa regola spiega perché due persone della stessa età, entrambe senza un reddito proprio, possono ricevere cifre molto diverse: conta la situazione della famiglia, non solo quella individuale.

Domanda, decorrenza e controlli annuali

A differenza di altre voci della pensione, l'assegno sociale va chiesto. La domanda si presenta online sul sito dell'INPS, oppure tramite il contact center o un patronato. Il pagamento parte dal primo giorno del mese successivo alla domanda.[1]

La prestazione ha carattere provvisorio: ogni anno l'INPS verifica i redditi e la residenza effettiva. I titolari devono inoltre presentare una dichiarazione di responsabilità annuale; se manca, l'assegno può essere revocato.[1] Anche i redditi vanno comunicati, quando non sono già noti all'Istituto: lo spiega la scheda sul modello RED.

Chi ha compiuto 70 anni e riceve l'assegno sociale può rientrare tra i destinatari della maggiorazione sociale, una voce aggiuntiva con regole proprie, rafforzata nel 2026: i dettagli sono nella scheda sulla maggiorazione sociale.

Per chi conta e come verificare

Una verifica è particolarmente utile in alcuni casi:

  • chi compie 67 anni e ha redditi bassi o nulli, ma non ha mai presentato domanda;
  • chi è sposato e ha visto cambiare il reddito del coniuge, per esempio per un pensionamento;
  • chi ha piccole entrate, come interessi o una pensione estera, che riducono l'importo;
  • chi trascorre lunghi periodi all'estero.

L'importo in pagamento si legge nel cedolino disponibile su MyINPS, accanto alle eventuali trattenute o conguagli. Per capire se i redditi considerati sono quelli giusti, o per presentare la domanda, un patronato può dare assistenza gratuita.

Da ricordare

Nel 2026 l'assegno sociale vale 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pari a 7.101,12 euro l'anno. È però una misura a integrazione: si riceve la differenza tra la soglia di legge e i redditi propri o di coppia. Per questo l'importo pieno è riservato a chi non ha altre entrate, mentre chi ne ha riceve una cifra proporzionalmente più bassa.

Età, residenza e redditi sono gli elementi su cui si gioca tutto. Conoscerli con precisione, e tenerli aggiornati presso l'INPS, è il modo più sicuro per evitare sorprese nel cedolino.

AVVERTENZA

Informazione di carattere generale — non è una consulenza previdenziale, fiscale o legale e non è una comunicazione dell'INPS. Gli importi citati sono valori stabiliti dalla normativa o esempi di calcolo con ipotesi dichiarate: l'importo effettivo dipende dalla posizione individuale (tipo di prestazione, età, contributi, redditi propri e, in alcuni casi, del coniuge). Per la propria situazione fanno fede il cedolino e i servizi ufficiali dell'INPS; un patronato può aiutare gratuitamente nella verifica.

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