Quanto valgono nel 2026 le prestazioni per gli invalidi civili
Pensione di inabilità, assegno mensile di assistenza, indennità di accompagnamento: tre prestazioni con nomi simili ma regole molto diverse. Gli importi 2026, i limiti di reddito e il motivo per cui due persone con la stessa percentuale di invalidità possono ricevere somme differenti.
Quando si parla di "pensione di invalidità" si mettono spesso insieme prestazioni molto diverse tra loro. Per gli invalidi civili — cioè le persone con una riduzione della capacità lavorativa o dell'autonomia non dovuta a cause di lavoro, di guerra o di servizio — l'INPS eroga tre prestazioni principali, che dipendono dalla percentuale riconosciuta dalla commissione medica e, in due casi su tre, dal reddito.
- la pensione di inabilità, per chi ha un'invalidità totale e permanente del 100%, tra i 18 e i 67 anni;[1]
- l'assegno mensile di assistenza, per gli invalidi parziali con una riduzione della capacità lavorativa tra il 74% e il 99%, nella stessa fascia d'età;[2]
- l'indennità di accompagnamento, per chi, oltre all'invalidità totale, non è in grado di camminare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o di compiere gli atti quotidiani della vita.[3]
Le prime due sono prestazioni economiche legate al reddito; la terza è un sostegno legato alla condizione di non autosufficienza e non dipende né dal reddito né dall'età.
Gli importi 2026
Dal 1° gennaio 2026 pensione di inabilità e assegno mensile sono stati rivalutati dell'1,4%, passando da 336,00 a 340,71 euro al mese. Le tabelle per ciechi, sordi e invalidi civili allegate alla circolare di rinnovo sono state rettificate dall'INPS con il messaggio n. 628 del 23 febbraio 2026; la tabella riporta i valori indicati nelle schede aggiornate dell'Istituto.[4]
| Prestazione | Requisito sanitario | Importo mensile | Mensilità | Limite reddito personale annuo |
|---|---|---|---|---|
| Pensione di inabilità | 100%, 18–67 anni | 340,71 € | 13 | 20.029,55 € |
| Assegno mensile di assistenza | 74–99%, 18–67 anni | 340,71 € | 13 | 5.852,21 € |
| Indennità di accompagnamento | 100% e non autosufficienza | 551,53 € | 12 | nessuno |
Le due prime prestazioni hanno lo stesso importo ma limiti di reddito molto distanti: oltre 20.000 euro per gli invalidi totali, poco più di 5.800 per i parziali.[1] [2] L'accompagnamento si paga per dodici mensilità, senza tredicesima.[3]
Il limite di reddito: personale, non familiare
Per pensione di inabilità e assegno mensile conta il reddito personale dell'interessato, non quello del coniuge o della famiglia. Se il reddito annuo supera il limite, la prestazione non spetta; se resta al di sotto, spetta per intero. Non c'è, in altre parole, una riduzione graduale: la soglia funziona come uno spartiacque.
Per l'assegno mensile la legge richiede anche il requisito dell'inattività lavorativa, come definito dall'articolo 12-ter del decreto-legge 146/2021.[2] L'assegno è inoltre incompatibile con le pensioni dirette di invalidità e con le prestazioni per invalidità dovute a guerra, lavoro o servizio: in questi casi si può scegliere il trattamento più favorevole.
Un esempio di calcolo
Per vedere come si combinano le prestazioni, ecco un'ipotesi: una persona di 60 anni riconosciuta invalida al 100% con diritto all'accompagnamento, con reddito personale entro il limite di 20.029,55 euro. Il calcolo usa solo gli importi base di legge e non considera eventuali aumenti legati al reddito.
Lo stesso esempio, applicato a un invalido parziale al 74% con un reddito personale di 6.000 euro l'anno, darebbe un risultato opposto: il reddito supera il limite di 5.852,21 euro e l'assegno mensile non spetterebbe. È il caso in cui la soglia pesa di più.
L'indennità di accompagnamento, nel dettaglio
L'accompagnamento spetta a tutti i cittadini con i requisiti sanitari e residenza stabile in Italia, indipendentemente da reddito ed età: quindi anche ai minori e a chi ha più di 67 anni. È compatibile con un'attività lavorativa. Viene sospeso in caso di ricovero a totale carico dello Stato per più di 29 giorni.[3]
Proprio per queste caratteristiche, chi riceve l'accompagnamento deve presentare ogni anno le dichiarazioni di responsabilità previste, che riguardano tra l'altro gli eventuali ricoveri. Per la procedura di riconoscimento, in alcune province è in corso dal 2026 una sperimentazione del nuovo sistema di accertamento; nelle altre resta valida la procedura con certificato medico e domanda all'INPS.[3]
Che cosa succede a 67 anni
Al compimento dell'età prevista per l'assegno sociale, che nel 2026 è di 67 anni, la pensione di inabilità e l'assegno mensile si trasformano in assegno sociale sostitutivo.[1] [2]Restano fermi i criteri reddituali dell'invalidità civile, ma cambia la prestazione di riferimento: per questo, nel mese successivo al compleanno, il cedolino può mostrare voci e importi diversi.
L'indennità di accompagnamento, invece, non si trasforma: continua a essere pagata alle stesse condizioni. Per le regole dell'assegno sociale vero e proprio si può leggere la scheda sull'assegno sociale nel 2026.
Gli aumenti legati al reddito
Gli importi della tabella sono quelli base. Per gli invalidi civili totali maggiorenni con redditi bassi la legge prevede un aumento che può portare la prestazione a un importo più alto, e dal 2026 l'incremento della maggiorazione sociale è salito a 20 euro al mese per 13 mensilità per chi ne ha diritto. Come funziona e quali limiti di reddito si applicano è spiegato nella scheda sulla maggiorazione sociale.
Anche in questo caso la regola è la stessa: l'aumento dipende dai redditi comunicati all'INPS, propri e, in alcuni casi, del coniuge.
Per chi conta e quando controllare
- a gennaio e a marzo, quando entrano in pagamento gli importi rivalutati e gli eventuali conguagli;
- quando cambia il reddito, per esempio per una nuova pensione o un'eredità: per chi è vicino al limite, anche una piccola variazione può fare la differenza;
- nel mese dopo i 67 anni, per verificare il passaggio all'assegno sociale sostitutivo;
- dopo un ricovero lungo, per l'accompagnamento;
- quando arriva l'esito di una revisione sanitaria.
Gli strumenti sono il cedolino in MyINPS, il verbale sanitario e, per un aiuto nella lettura, un patronato.
In sintesi
Nel 2026 pensione di inabilità e assegno mensile valgono 340,71 euro al mese per 13 mensilità, con limiti di reddito personale di 20.029,55 e 5.852,21 euro; l'indennità di accompagnamento vale 551,53 euro per 12 mensilità e non dipende dal reddito. Sono importi fissati dalla legge, non stime.
Che cosa spetta nel singolo caso, però, dipende dalla percentuale riconosciuta, dall'età, dai redditi e da eventuali incompatibilità. Per verificare la propria posizione si parte dal cedolino e dal verbale, e si chiede conferma all'INPS o a un patronato.