Perché l'INPS chiede ogni anno i redditi a molti pensionati
Alcune voci della pensione dipendono dal reddito e l'INPS le paga in via provvisoria, per poi verificarle. Quando i dati non arrivano dal fisco, l'Istituto li chiede direttamente al pensionato: è la dichiarazione reddituale, conosciuta da tutti come modello RED.
Molti pensionati, a un certo punto, ricevono una notifica o una lettera in cui l'INPS chiede di comunicare i propri redditi. La prima reazione è spesso di sorpresa: perché l'Istituto dovrebbe chiedere dati che, in teoria, il fisco già conosce?
La risposta sta nel modo in cui sono pagate alcune prestazioni. Capirlo aiuta a non sottovalutare la richiesta, che ha conseguenze concrete sulla pensione.
Perché l'INPS chiede i redditi
Una parte delle somme pagate ai pensionati dipende dal reddito. L'INPS le corrisponde in via provvisoria e anticipata, sulla base dei dati disponibili, e poi le sottopone a verifica reddituale. La verifica riguarda i redditi del titolare e, quando rilevano, anche quelli del coniuge o di altri familiari.[1]
Per avere dati consolidati, l'Istituto attinge prima di tutto alle dichiarazioni fiscali trasmesse dall'Agenzia delle Entrate. Solo quando queste non bastano chiede al pensionato una dichiarazione apposita.[1]
Le prestazioni interessate
Tra le principali prestazioni collegate al reddito l'INPS indica:[1]
- l'integrazione al trattamento minimo;
- le maggiorazioni sociali, compreso l'incremento portato a 20 euro al mese nel 2026, di cui parliamo nella scheda sulla maggiorazione sociale;
- la somma aggiuntiva, cioè la quattordicesima;
- le pensioni ai superstiti, il cui importo può essere ridotto in presenza di altri redditi.
Le prestazioni di invalidità civile, l'assegno sociale e la pensione sociale seguono procedure di verifica in parte diverse, che vanno controllate caso per caso.
Chi deve presentarlo
L'obbligo riguarda chi riceve una prestazione collegata al reddito e si trova in una di queste situazioni, che la guida INPS alla campagna 2026 descrive in modo più dettagliato:[3]
- non ha presentato la dichiarazione dei redditi, ma ha redditi diversi dalla pensione che contano per la prestazione;
- presenta il 730 o il modello Redditi, ma non vi indica tutti i redditi rilevanti, oppure ha redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione fiscale;
- dichiara tutto, ma il coniuge o un altro familiare rilevante ha redditi che il fisco non conosce;
- ha redditi che compaiono nella dichiarazione fiscale in una forma non utilizzabile ai fini previdenziali.
C'è poi una regola legata all'età. Per la campagna 2026, relativa ai redditi 2025, la richiesta riguarda tutti gli interessati con meno di 76 anni. Chi ha compiuto 76 anni deve presentare la dichiarazione solo in alcuni casi: per esempio se nell'ultima dichiarazione risultava almeno un reddito oltre alla pensione, o se nel nucleo c'è un familiare rilevante con meno di 76 anni.[3]
Come si presenta
Le strade sono due.[1]
- Da soli, online, con il servizio RED Precompilato, al quale si accede con SPID di livello almeno 2, CIE, CNS o eIDAS, dal sito dell'INPS o dall'area personale MyINPS. Il servizio mostra i dati già comunicati negli anni precedenti, che si possono confermare, correggere o integrare, con l'aiuto di un assistente virtuale.[2]
- Con un intermediario, rivolgendosi a un CAF o a un altro soggetto abilitato convenzionato con l'INPS, che trasmette la dichiarazione per conto del pensionato.
La richiesta viene segnalata attraverso più canali: notifiche nell'area MyINPS, sull'app IO e sull'app INPS Mobile, una nota sul cedolino della pensione e un avviso nel servizio “Consulente digitale delle pensioni”.[1]Conviene quindi controllare con regolarità questi canali, oltre alla posta.
Campagne e scadenze
Ogni anno l'INPS apre una campagna reddituale con un messaggio pubblicato sul proprio sito, che indica l'anno di reddito da comunicare e i termini.[1] Le verifiche riguardano redditi di qualche anno prima, e per un periodo più campagne possono essere aperte contemporaneamente. La tabella mostra le fasi in corso nel 2026, secondo le comunicazioni dell'Istituto.
| Anno di reddito | Fase | Termine indicato dall'INPS |
|---|---|---|
| 2022 | Regolarizzazione dopo la trattenuta, con domanda di ricostituzione | 15 settembre 2026 |
| 2023 | Solleciti a chi non aveva ancora comunicato i redditi | 28 febbraio 2026 |
| 2024 | Campagna ordinaria RED 2025 | 28 febbraio 2026 |
| 2025 | Campagna RED 2026 | Indicato nel messaggio di avvio |
Il disallineamento tra anno di reddito e anno della richiesta è normale: l'INPS attende che i dati fiscali siano consolidati prima di chiedere quelli mancanti.[1][2]
Che cosa succede se la dichiarazione manca
Prima di intervenire, l'INPS individua i pensionati di cui non ha ricevuto i redditi né dal fisco né dalla dichiarazione, e invia una lettera di sollecito con un nuovo termine. Se anche quel termine passa senza risposta, la prestazione collegata al reddito viene sospesa.[1]
In pratica, la sospensione si traduce in una trattenuta sulla pensione, applicata di norma ad agosto e settembre e pari al 5% dell'importo lordo pagato a luglio dello stesso anno. Nel cedolino compare con una descrizione che richiama l'articolo 35, comma 10-bis, del decreto-legge n. 207 del 2008.[1]
Il caso dei redditi 2022 mostra la sequenza completa: dopo la verifica conclusa a marzo 2025 e i solleciti, nel 2026 l'INPS ha applicato la trattenuta e ha indicato il 15 settembre 2026 come termine per regolarizzare con una domanda di ricostituzione reddituale; in mancanza, la revoca delle prestazioni collegate al reddito di quell'anno diventa definitiva.[1]
Per chi conta e quando controllare
La dichiarazione riguarda solo chi riceve prestazioni legate al reddito, ma per queste persone è un passaggio da non trascurare. In particolare conviene verificare:
- se nel cedolino compaiono voci come integrazione al minimo, maggiorazione sociale o quattordicesima;
- se si hanno redditi che non passano dal 730, come quelli esenti o quelli del coniuge esonerato dalla dichiarazione fiscale;
- se è arrivata una notifica in MyINPS, sull'app IO o una nota sul cedolino;
- se compare una trattenuta per mancata comunicazione dei redditi ad agosto o settembre.
In caso di dubbio, il RED Precompilato permette di vedere cosa risulta già all'INPS. Un CAF o un patronato può aiutare a capire se la dichiarazione è dovuta e a trasmetterla.
In sintesi
L'INPS chiede i redditi perché alcune voci della pensione sono pagate in anticipo e devono essere verificate. Chi dichiara tutto al fisco, di solito, non deve fare altro; chi ha redditi che il fisco non conosce, propri o dei familiari, deve comunicarli con il modello RED.
Ignorare la richiesta porta prima a un sollecito, poi a una trattenuta e, alla fine, alla possibile revoca delle somme legate al reddito. Controllare per tempo i canali dell'INPS è il modo più semplice per evitarlo.