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Il foglio del giovedì
SCHEDA 219 / PRATICHE REDAZIONE RUUSMAA / 05.10.2026 / LETTURA 6 MIN

Come leggere il cedolino della pensione senza perdersi tra le voci

Il cedolino è il documento che spiega, mese per mese, come si arriva dalla pensione lorda all'importo accreditato. Le voci sono molte, ma seguono una logica precisa: capirla è il modo più semplice per sapere perché un mese è diverso dall'altro.

Uomo anziano seduto alla scrivania di casa mentre legge un foglio con gli occhiali in mano
FIG. 1 / PRATICHE — IMMAGINE A SCOPO ILLUSTRATIVO

Molti pensionati guardano soltanto la cifra che compare sul conto corrente. Finché resta uguale, nessun problema. Ma quando cambia, anche di pochi euro, la domanda è immediata: è cambiata la pensione o è successo qualcos'altro?

La risposta, quasi sempre, è scritta nel cedolino. È il prospetto mensile che l'INPS mette a disposizione di ogni pensionato e che serve proprio a questo: verificare l'importo erogato e conoscere le ragioni di eventuali variazioni.[1] Leggerlo non richiede competenze tecniche, ma un minimo di metodo.

Dove si trova il cedolino

Il cedolino, di regola, non arriva più a casa in forma cartacea: si consulta attraverso il servizio online “Cedolino della pensione”, accessibile con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) dal sito dell'Istituto, dall'area personale MyINPS o dall'app INPS Mobile.[1]

Lo stesso servizio offre anche altre funzioni utili: il confronto tra due cedolini, i dettagli sui conguagli IRPEF, eventuali cessioni del quinto e recuperi di somme, oltre alla possibilità di scaricare la Certificazione Unica. Chi non ha dimestichezza con i servizi online può farsi aiutare da un familiare di fiducia oppure rivolgersi a un patronato, che offre questo tipo di assistenza gratuitamente.

Come è costruito un cedolino

Al di là della grafica, ogni cedolino segue lo stesso schema in tre parti.

  • I dati identificativi: nome, codice fiscale, categoria e numero della pensione, mese di riferimento, modalità di pagamento (banca o Posta).
  • Gli importi a credito: la rata di pensione lorda e le eventuali somme che si aggiungono in quel mese.
  • Le trattenute: imposte, addizionali, conguagli e altre ritenute. Dalla differenza tra le due colonne nasce il netto, cioè quanto viene effettivamente accreditato.

Chi riceve più di una prestazione (per esempio una pensione di vecchiaia e una di reversibilità) le trova di solito riunite in un unico pagamento, ma le singole voci restano distinte.[4]

Le voci che si aggiungono alla rata

La rata mensile lorda è la voce principale e cambia, di norma, una sola volta l'anno: a gennaio, con la rivalutazione annuale. Accanto a essa possono comparire altre voci, che dipendono dalla situazione personale:

  • l'integrazione al trattamento minimo, per chi ha una pensione calcolata sotto la soglia di legge e redditi entro i limiti;
  • la maggiorazione sociale, il cui incremento nel 2026 è passato da 8 a 20 euro al mese per chi ne ha diritto (ne parliamo in dettaglio nella scheda sulla maggiorazione sociale);
  • la tredicesima, pagata con la rata di dicembre;
  • la quattordicesima o somma aggiuntiva, per chi ha i requisiti di età e di reddito, di solito a luglio;
  • i conguagli a credito, per esempio un rimborso risultante dal modello 730 quando l'INPS fa da sostituto d'imposta, o somme arretrate riconosciute dopo una ricostituzione.

Le trattenute, una per una

È nella colonna delle trattenute che si nasconde la maggior parte delle variazioni. Le più frequenti sono queste.

IRPEF. L'INPS trattiene ogni mese l'imposta sul reddito, calcolata sull'importo annuo della pensione e tenendo conto delle detrazioni. A fine anno verifica il dovuto: se è stato trattenuto troppo poco, la differenza viene recuperata sulle rate di gennaio e febbraio. Per chi ha pensioni fino a 18.000 euro annui e un conguaglio a debito superiore a 100 euro, il recupero viene invece distribuito fino a novembre.[2]

Addizionali regionale e comunale. Vengono pagate l'anno dopo quello a cui si riferiscono. Nel 2026 il saldo delle addizionali 2025 è trattenuto in rate uguali da gennaio a novembre, mentre l'acconto dell'addizionale comunale 2026 è trattenuto da marzo a novembre.[2] Per questo a dicembre le addizionali non compaiono.

Conguagli da modello 730. Chi presenta il 730 indicando l'INPS come sostituto d'imposta vede il risultato sulla pensione, di solito a partire da agosto: un rimborso se c'è un credito, una trattenuta se c'è un debito. Le due operazioni sono indicate con voci separate.[3]

Altre trattenute. Possono comparire la quota associativa sindacale, se è stata firmata una delega, le rate di una cessione del quinto, il recupero di somme pagate in eccesso negli anni precedenti. Esiste anche una trattenuta specifica, pari al 5% della rata lorda di luglio, applicata ad agosto e settembre a chi non ha comunicato i redditi richiesti per le prestazioni collegate al reddito: un tema che approfondiamo nella scheda sul modello RED.[3]

Un esempio di lettura

Per rendere concreto lo schema, ecco un cedolino immaginario di un mese di primavera. Le cifre sono inventate a scopo illustrativo e non derivano dal calcolo di una posizione reale: servono solo a mostrare l'ordine delle operazioni.

ESEMPIO DI CALCOLOIPOTESI — MESE DI APRILE
Rata di pensione lorda1.200,00 €
Ritenuta IRPEF del mese− 160,00 €
Addizionale regionale (saldo anno precedente)− 14,00 €
Addizionale comunale (saldo anno precedente)− 6,00 €
Addizionale comunale (acconto anno in corso)− 3,00 €
Netto accreditato1.017,00 €
Valori ipotetici. Le aliquote delle addizionali variano da Regione a Regione e da Comune a Comune; l'IRPEF dipende dal reddito annuo complessivo e dalle detrazioni spettanti.

Nello stesso esempio, a dicembre le tre righe delle addizionali sparirebbero e si aggiungerebbe la tredicesima: il netto risulterebbe quindi più alto, senza che la pensione sia cambiata. A gennaio, al contrario, potrebbero comparire il conguaglio IRPEF dell'anno precedente e la ripresa delle addizionali.

Perché i mesi non sono tutti uguali

La tabella riassume i momenti dell'anno in cui il cedolino cambia più spesso, secondo il calendario ordinario descritto dall'INPS per il 2026.

Mesi in cui il cedolino della pensione presenta variazioni ricorrenti
MeseCosa può cambiare
GennaioRivalutazione della rata, conguaglio IRPEF a debito dell'anno precedente, inizio del saldo delle addizionali
FebbraioSeconda parte dell'eventuale conguaglio IRPEF
MarzoInizio dell'acconto dell'addizionale comunale; eventuali conguagli fiscali a credito
LuglioQuattordicesima, per chi ne ha i requisiti
Agosto–novembreRimborsi o trattenute da modello 730; eventuale trattenuta per redditi non comunicati
DicembreTredicesima; nessuna rata di addizionali

Anche la data di accredito segue una regola: le pensioni sono pagate il primo giorno bancabile del mese, tranne a gennaio, quando il pagamento avviene il secondo giorno bancabile.[4] Le ragioni sono spiegate nella scheda dedicata alle date di pagamento.

Per chi conta e quando controllare

Dare un'occhiata al cedolino ogni mese è una buona abitudine per tutti, ma alcune situazioni meritano più attenzione:

  • quando il netto cambia senza un motivo apparente, conviene usare la funzione di confronto tra cedolini e cercare la riga che si è modificata;
  • a gennaio e a marzo, per distinguere la rivalutazione dai conguagli fiscali;
  • dopo aver presentato un 730, per verificare che il rimborso o la trattenuta corrispondano al prospetto di liquidazione;
  • per chi riceve prestazioni legate al reddito, come l'integrazione al minimo o la maggiorazione sociale, perché l'importo dipende anche dai redditi comunicati all'INPS;
  • quando compare una voce di recupero o di trattenuta che non si riconosce.

In tutti questi casi, se la spiegazione non è chiara, la strada è chiedere una verifica all'INPS o a un patronato, portando con sé i cedolini dei mesi da confrontare.

In sintesi

Il cedolino non è un documento da archiviare senza guardarlo. Separa con chiarezza ciò che spetta per legge, la rata lorda e le eventuali voci aggiuntive, da ciò che viene trattenuto per imposte, addizionali e conguagli.

Chi impara a leggere queste due colonne capisce in pochi minuti se una variazione dipende dalla pensione o da un passaggio fiscale, e sa quando è il caso di chiedere un controllo. Per la propria posizione fanno fede il cedolino e i servizi ufficiali dell'INPS.

AVVERTENZA

Informazione di carattere generale — non è una consulenza previdenziale, fiscale o legale e non è una comunicazione dell'INPS. Gli importi citati sono valori stabiliti dalla normativa o esempi di calcolo con ipotesi dichiarate: l'importo effettivo dipende dalla posizione individuale (tipo di prestazione, età, contributi, redditi propri e, in alcuni casi, del coniuge). Per la propria situazione fanno fede il cedolino e i servizi ufficiali dell'INPS; un patronato può aiutare gratuitamente nella verifica.

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