Cosa può fare un patronato per chi riceve una pensione
Domande di pensione, controlli sul cedolino, prestazioni per invalidità, ricorsi: per molte pratiche con l'INPS esiste un aiuto previsto dalla legge e, per le attività principali, senza costi. Ecco che cosa fa un patronato, in che cosa si distingue da un CAF e come arrivare preparati.
Chi riceve una pensione prima o poi si trova davanti a una domanda a cui il cedolino non risponde da solo: perché è cambiato l'importo, se spetta una prestazione aggiuntiva, come si presenta una richiesta all'INPS senza sbagliare. In questi casi la strada più indicata è spesso il patronato.
I patronati sono istituti di patronato e di assistenza sociale disciplinati dalla legge 30 marzo 2001, n. 152.[2] Svolgono attività di informazione, assistenza e tutela, anche con poteri di rappresentanza, a favore di lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati e cittadini, in Italia e all'estero. Sono sottoposti alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne pubblica l'elenco: secondo il Ministero i patronati costituiti sono attualmente 24.[1] [3]
In pratica sono sportelli diffusi su tutto il territorio, spesso legati a organizzazioni sindacali o di categoria, dove operatori formati preparano e inviano le pratiche all'INPS per conto di chi lo chiede.
Gratuito, ma per quali servizi
Uno dei punti che crea più confusione è il costo. Le attività di tutela previdenziale individuate dalla legge sono finanziate con risorse pubbliche, in base all'attività svolta e all'efficienza dei servizi.[1] Per queste pratiche il cittadino non paga.
La legge consente però ai patronati di svolgere, senza scopo di lucro, anche attività diverse da quelle finanziate, e un decreto ministeriale individua le prestazioni per le quali è ammesso un contributo a carico dell'utente. La regola pratica è semplice: prima di iniziare, chiedere se il servizio è gratuito e, se non lo è, quanto costa. Una risposta chiara su questo punto è anche un buon indizio della serietà dello sportello.
Che cosa può fare per un pensionato
Le attività sono numerose. Per chi è già in pensione, o sta per andarci, le più frequenti sono queste:
- domanda di pensione: vecchiaia, anticipata, reversibilità, assegno sociale;
- verifica dell'estratto conto contributivo, per individuare periodi mancanti prima della domanda;
- ricostituzione della pensione, cioè il ricalcolo quando emergono contributi o redditi che non erano stati considerati;
- controllo delle prestazioni legate al reddito: integrazione al minimo, maggiorazione sociale, quattordicesima;
- pratiche di invalidità civile: la domanda per indennità di accompagnamento o pensione di inabilità si può presentare online oppure tramite un patronato;[4]
- lettura del cedolino e spiegazione di conguagli o trattenute;
- ricorsi amministrativi contro provvedimenti dell'INPS ritenuti non corretti.
Patronato e CAF: non sono la stessa cosa
Spesso si trovano nello stesso edificio e fanno capo alla stessa organizzazione, ma hanno compiti diversi. Il patronato si occupa di previdenza e assistenza; il CAF, il centro di assistenza fiscale, di fisco.
| Aspetto | Patronato | CAF |
|---|---|---|
| Ambito | Pensioni, contributi, invalidità, prestazioni INPS e INAIL | Dichiarazione dei redditi, ISEE, adempimenti fiscali |
| Interlocutore principale | INPS e altri enti previdenziali | Agenzia delle Entrate |
| Pratiche tipiche di un pensionato | Domanda di pensione, ricostituzione, ricorsi | Modello 730, dichiarazioni reddituali |
| Costo per l'utente | Gratuito per le attività finanziate dalla legge | Dipende dal servizio e dalla convenzione |
Alcune pratiche stanno a cavallo tra i due mondi. Il modello RED, per esempio, è una comunicazione di redditi all'INPS: nella maggior parte dei casi viene gestito dai CAF o dagli altri intermediari abilitati, ma è il patronato a poter spiegare quale prestazione dipende da quei redditi. Se non si sa a quale sportello rivolgersi, basta chiedere: chi lavora in uno dei due sa indirizzare verso l'altro.
Il mandato di assistenza: che cosa si firma
Per operare per conto di una persona, il patronato ha bisogno di un mandato di assistenza, cioè di un'autorizzazione firmata dall'interessato. È il documento che permette all'operatore di consultare la posizione presso l'INPS e di inviare la pratica a nome dell'assistito.
Prima di firmare conviene leggere per quale pratica viene conferito e chiedere una copia. Il mandato riguarda la pratica indicata e può essere revocato; chi vuole cambiare patronato può farlo.
Come prepararsi all'appuntamento
Un appuntamento ben preparato è più breve e più utile. Ecco che cosa portare, a seconda della pratica:
- documento d'identità e tessera sanitaria con il codice fiscale;
- l'ultimo cedolino della pensione e, se la domanda riguarda una variazione, anche quelli dei mesi precedenti;
- la Certificazione Unica più recente e, se ci sono altri redditi, i relativi documenti;
- per le prestazioni legate al reddito, i redditi del coniuge, quando la legge li considera;
- le lettere ricevute dall'INPS, comprese eventuali richieste di restituzione;
- un foglio con le domande da fare, scritte prima con calma.
Per la CU, se non si ha accesso ai servizi online, la scheda su dove si trova la Certificazione Unica spiega le alternative. Alla fine dell'incontro è utile chiedere il numero di protocollo della pratica inviata: serve per seguirne lo stato.
Per chi conta e quando conviene andarci
Il patronato è utile a chiunque, ma in alcune situazioni lo è in modo particolare:
- quando l'importo della pensione cambia e il cedolino non chiarisce il motivo;
- quando si compiono età che contano per alcune prestazioni, come 67 o 70 anni;
- quando cambiano i redditi propri o del coniuge, oppure lo stato civile;
- dopo la morte del coniuge, per la pensione di reversibilità;
- quando arriva una comunicazione dell'INPS che non si comprende o che chiede la restituzione di somme;
- prima di una domanda di invalidità civile o di una revisione.
Non serve aspettare un problema. Una verifica della propria posizione, fatta una volta con calma, permette spesso di capire se tutte le prestazioni previste dalla legge sono state considerate e se i dati in possesso dell'INPS sono aggiornati.
Da ricordare
Il patronato è un servizio previsto dalla legge e vigilato dal Ministero del Lavoro, pensato per aiutare i cittadini nei rapporti con l'INPS. Per le attività di tutela previdenziale finanziate per legge non si paga; per eventuali servizi diversi è bene chiedere prima.
Non sostituisce le decisioni dell'INPS, che restano dell'Istituto, ma aiuta a presentare domande complete, a leggere correttamente i documenti e a capire se c'è qualcosa da verificare. Arrivare con cedolino, CU e lettere ricevute rende l'incontro molto più efficace.